Luigi Scaffai (Livorno, 18 agosto 1837 – 1899)

“La Pesca”

Olio su tela - 65 x 86 cm

Firmato in basso a destra

Un intimo gioco d'infanzia ambientato nella quiete di una cucina rustica anima La Pesca (olio su tela, 65 x 86 cm), dipinto in cui Luigi Scaffai offre una testimonianza di maturità espressiva e di spiccata sensibilità narrativa. Formatosi presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze, l'artista livornese declinò il rigore del disegno toscano verso la poetica del "verismo affettivo", una corrente dedita a indagare con esattezza lenticolare l'intimità domestica e la semplicità della vita rurale. La scena si svolge in un interno contadino dal carattere essenziale, dominato dal focolare spento e da una parete ombrosa che fungono da quinta teatrale per un poetico gioco infantile. Al centro della composizione, un fanciullo in equilibrio su una sedia impagliata impugna una rudimentale canna da pesca a cui è legata una calza usata come esca, "pescando" dentro un grande orcio di terracotta. Il fulcro emotivo è rappresentato dalla madre che sorregge un neonato proteso verso l'esca, mentre una terza fanciulla osserva la scena. La perizia tecnica dell'autore si rivela nella sapiente orchestrazione della luce laterale, che crea un rigoroso chiaroscuro e accende una tavolozza intessuta di calde tonalità terrose, di ocra e di bruni.

Il talento di Scaffai, precocemente riconosciuto dalla critica dell'epoca — come attesta il plauso ottenuto all’Esposizione di Torino del 1869 per la tela su Leonardo da Vinci —, trovò nell'osservazione dell'infanzia e dei valori familiari il suo terreno d'elezione. Le sue opere, volte a sintetizzare la dignità e il candore della provincia italiana, divennero oggetto di una costante ricerca da parte di una raffinata committenza internazionale, in particolare anglosassone e americana. Tale successo privato fu accompagnato da importanti riconoscimenti istituzionali: si ricorda infatti che nel 1881 re Umberto I acquistò il dipinto Il piccolo fumatore, destinandolo alle collezioni reali di Palazzo Pitti (oggi patrimonio della Galleria d'Arte Moderna di Firenze), a conferma del definitivo inserimento dell'artista nei circuiti ufficiali e collezionistici del Regno.

Ad accrescere il pregio critico-storico de La Pesca concorre la sua illustre provenienza documentata presso la Galleria Pisani di Firenze. Fondata dal celebre mercante Luigi Pisani all'interno del quattrocentesco Palazzo Lenzi in piazza Ognissanti, questa istituzione rappresentò un nodo nevralgico per il mercato d'arte post-unitario, fungendo da attrattore per i maggiori collezionisti europei. Nelle sale della galleria, Scaffai esponeva accanto ai più grandi maestri del movimento macchiaiolo — quali Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Telemaco Signorini — e ad autori di levatura nazionale come Lorenzo Delleani e Guglielmo Ciardi. La selezione dell'opera da parte di Pisani garantiva uno standard qualitativo elevato, posizionando il dipinto nei canali collezionistici di maggior prestigio dell'epoca (ricordando peraltro che, alla chiusura della galleria nel 1914, parte della raccolta Pisani venne acquisita dalla Galleria d'Arte Moderna di Roma).

L'ampio gradimento estetico riscosso dall'opera presso il pubblico contemporaneo è confermato dalla sua capillare fortuna visiva. La Pesca fu infatti selezionata dalla ditta Fratelli Alinari per essere inserita nei propri cataloghi ufficiali di riproduzione d'arte (con numero di inventario 16621), conoscendo una vasta circolazione fotografica internazionale. L'immagine valicò poi i confini della stampa specialistica per entrare nell'editoria popolare attraverso la pubblicazione di numerose serie di cartoline illustrate cromolitografiche e acquerellate. Attraverso questa duplice vita — dall'esposizione elitaria da cavalletto alla diffusione di massa —, la tela di Luigi Scaffai restituisce l'ideale domestico ottocentesco, coniugando il rigore formale accademico con l'immediata genuinità del sentimento popolare.

Una nota sulla cura di questo dipinto:

L'opera, che oggi si presenta avvolta nella calda e suggestiva patina del tempo, è attualmente interessata da un programmato intervento di pulitura conservativa. Si tratta di una cura attenta e rispettosa, volta a rimuovere le vecchie vernici protettive ormai alterate dal tempo e a restituire pieno respiro alla naturale luminosità dei colori di Luigi Scaffai.

L'intervento si concluderà a settembre, quando verranno pubblicate le nuove fotografie del dipinto. Nel frattempo, l'opera resta disponibile per essere approfondita, ascoltata e, se lo si desidera, riservata, prima di riprendere il suo cammino verso il collezionista che saprà accoglierla.